Mi presento

Nasco nella nebbiosa Torino del “lontano” 1983, dico lontano perché mi  ritrovo già con un po’ di rughe che mia nonna diceva essere di espressione ma io di espressiva trovo solo l’arte e poco altro. Attualmente vivo a Pancalieri, un piccolo paese della provincia di Torino, anzi, convivo con due cani che hanno dei problemi uno con il cibo e l’altro con la gravità, un gatto con crisi d’identità e Marco che è già beatificato in vita . Ho iniziato a pasticciare con i colori a 6 anni quando le suore mi mettevano in castigo dietro la lavagna perché non volevo mai dormire dopo pranzo.  E coloravo quell’enorme tableau nero con i gessetti colorati. Per il resto mi annoiavo terribilmente a giocare con gli altri bambini. I miei genitori mi riempivano la stanza di lego, di matite colorate e di pongo per poi dimenticarsi di me per almeno un paio di ore. Durante gli anni delle scuole medie facevo i compiti di educazione artistica ai miei compagni e il prof.si arrabbiava sempre. E si arrabbiava anche la prof di matematica. Non arrivavo alla sufficienza.  Inutile dire, ma lo dico, che non  mi sono diplomata al liceo scientifico. Dopo il liceo artistico  mi sono faticosamente laureata in Scienze dei Beni Culturali presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Torino che fa sempre figo. Ma l’ho fatto più per i miei genitori che per me stessa. Quelle robe che fai per dimostrare agli altri quanto vali. Come se la propria bravura si misurasse con un pezzo di carta e un numero che non interesserà mai a nessuno a meno che tu non decida di fare qualche concorso statale che nei Beni Culturali credo non rientrasse nemmeno più mio nonno. Intanto continuo a pasticciare con i colori, tanto che decido di riverniciare l’armadio della mia cameretta. Era uno di quei cimeli della trisnonna ereditato e  tenuto sempre per quel valore affettivo di cui si parla in giro. E così  decido di avvicinarmi al fantastico mondo del restauro. Seguo vari corsi e seminari, stage e tirocini presso importanti botteghe di restauro della provincia torinese. Corro di qua e di là per il Piemonte, per arrivare fino a Mosca, a restaurare parte dell’Ambasciata italiana. Si certo perché  da quelle parti pagano bene e il lavoro non manca. Che poi non mancherebbe nemmeno qua…Freno…Taglio. Ma non contenta e curiosa di conoscere ancora qualcosa, mi laureo per la seconda volta, che poi sarebbe la prima, quella che ho fatto perché davvero ho avuto una “vocazione”, di quelle che ti svegli al mattino e capisci che quello è ciò che vorrai fare. Una laurea all’Accademia di Belle Arti. In tutto questo ci metto il corso di teatro, il cake design, beh si sono golosa e con la scusa di fare le torte artistiche qualche cosa ci scappa in bocca; la nai art, che ai tempi dell’uni mi permetteva di pagarmi 1/10 della tassa universitaria e che oggi continuo a fare perché ho le clienti affezionate. Ho esposto opere per beneficienza e organizzo laboratori creativi per chi è curioso come me. Lavoro su commissione e su ispirazione, i temi delle mie  opere sono i più disparati, così come le tecniche utilizzate per la loro realizzazione. Adesso capite perché  ILMONDODIANASTASIA. Perché l’arte è creatività, è non stare mai fermi, è esprimere se stessi, è esplosione di idee. E io credo che l’artista ha il dovere, innanzitutto verso se stesso, di rinnovarsi continuamente, non solo nelle diverse forme d’arte, ma anche nella vita. Io ho la presunzione di esserne un esempio.

Anastasia Mutta